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Follia, cecità e confusione mentale

Isaia 5:20-23

“Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti! Guai a quelli che sono prodi nel bere il vino, e abili nel tagliare le bevande alcoliche; che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto!”

I credenti riconoscono che stiamo vivendo tempi difficili e che si sta avvicinando il ritorno di Gesù per rapire la Sua chiesa. E’ da tempo ormai che stiamo assistendo a un sempre maggiore decadimento morale e spirituale di un mondo che vive senza regole, o meglio che fonda le proprie regole su principi stabiliti dall’individuo stesso, secondo criteri che nascono da modi di vedere la vita come meglio si crede.
In tutto questo alcuni non considerano Dio, altri si fanno un dio su misura che soddisfa le proprie esigenze. In questo grande calderone, fatto d’idee anche strane e stravaganti, di divinità concepite dall’uomo, di valori morali e spirituali sempre più incerti, regna la totale confusione.
I versi scritti dal profeta Isaia, erano un messaggio ben preciso che Dio rivolgeva al popolo di Israele ed evidenziavano la condizione di chi si era allontanato da Dio e viveva nel peccato, cioè di chi trasgrediva le leggi di Dio.
Nel libro del Deuteronomio al capitolo ventotto Mosè è chiamato da Dio a responsabilizzare il popolo d’Israele riguardo la propria condotta. All’ubbidienza erano legate delle benedizioni, alla disubbidienza seguivano delle maledizioni, toccava al popolo scegliere la via da seguire.
Nel testo di Isaia, come in altri libri della Bibbia, scopriamo che buona parte del popolo d’Israele fu infedele a Dio, dandosi a seguire gli dei degli uomini e commettendo altri peccati in aperta disubbidienza ai comandamenti divini. I versi su citati evidenziano tre aspetti della vita corrotta che molti Israeliti vivevano.

Isaia 5:20-23

“Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti! Guai a quelli che sono prodi nel bere il vino, e abili nel tagliare le bevande alcoliche; che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto!”

I credenti riconoscono che stiamo vivendo tempi difficili e che si sta avvicinando il ritorno di Gesù per rapire la Sua chiesa. E’ da tempo ormai che stiamo assistendo a un sempre maggiore decadimento morale e spirituale di un mondo che vive senza regole, o meglio che fonda le proprie regole su principi stabiliti dall’individuo stesso, secondo criteri che nascono da modi di vedere la vita come meglio si crede.
In tutto questo alcuni non considerano Dio, altri si fanno un dio su misura che soddisfa le proprie esigenze. In questo grande calderone, fatto d’idee anche strane e stravaganti, di divinità concepite dall’uomo, di valori morali e spirituali sempre più incerti, regna la totale confusione.
I versi scritti dal profeta Isaia, erano un messaggio ben preciso che Dio rivolgeva al popolo di Israele ed evidenziavano la condizione di chi si era allontanato da Dio e viveva nel peccato, cioè di chi trasgrediva le leggi di Dio.
Nel libro del Deuteronomio al capitolo ventotto Mosè è chiamato da Dio a responsabilizzare il popolo d’Israele riguardo la propria condotta. All’ubbidienza erano legate delle benedizioni, alla disubbidienza seguivano delle maledizioni, toccava al popolo scegliere la via da seguire.
Nel testo di Isaia, come in altri libri della Bibbia, scopriamo che buona parte del popolo d’Israele fu infedele a Dio, dandosi a seguire gli dei degli uomini e commettendo altri peccati in aperta disubbidienza ai comandamenti divini. I versi su citati evidenziano tre aspetti della vita corrotta che molti Israeliti vivevano.

a) La confusione mentale

a) La confusione mentale (Isaia 5:20) era ben chiara nella loro vita tanto da cambiare la realtà a proprio piacimento. Infatti, è scritto: “Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!”

Anche oggi c’è molta confusione in questo mondo, tanto che molti valutano ciò che è bene come male e viceversa. Tanti vizi di cui l’uomo oggi è schiavo (gioco d’azzardo, alcolismo, omosessualità [lettera ai Romani 1:24-26] infedeltà coniugale, prostituzione, furti, soprusi, inganni, maldicenza ecc.…) sono reputati buoni per la propria esistenza.

b) La Follia

b) La Follia (Isaia 5:21-22) degli Israeliti era evidente nella considerazione di sé stessi, tanto da ritenersi più saggi e intelligenti di altri, alcuni volevano mostrare la loro forza nel sopportare le bevande alcoliche, altri si ritenevano troppo santi, quindi secondo loro senza peccato. Infatti dicevano: "Fatti in là, non ti avvicinare perché io sono più santo di te.” Isaia 65:5

c) La Cecità

c) La Cecità (Isaia 5:23) possiamo associarla al detto: “Chiudere un occhio”

 

Anche allora, come oggi, vi erano delle ingiustizie, chi era preposto ad amministrare la giustizia si lasciava corrompere e quindi aveva riguardi personali in giudizio. Israele non camminava rettamente davanti a Dio e facilmente chi ricopriva nella società ruoli di responsabilità, abusava del proprio potere e posizione per interessi personali o di altri a scapito dell’israelita povero e indifeso. Nel comportamento di questi individui notiamo una mente accecata dal peccato, che li induceva a desiderare il potere, a essere guidati dall’orgoglio e attaccati alle ricchezze terrene.

 

Dio aveva avvisato Israele dicendo: “Ma se non ubbidisci alla voce del Signore tuo Dio … Il Signore ti colpirà di follia, di cecità e di confusione mentale.” Libro del Deuteronomio 28:15,28

 

La disubbidienza d’Israele aveva portato il popolo a vivere senza Dio e senza speranza. Era afflitto, affamato ma si ribellava a Dio, cercava aiuto guardando in ogni direzione, ma vedeva solo difficoltà (Isaia 8:21, 22).
Comprendiamo che disubbidire a Dio, non fare la Sua volontà, ribellarsi all’invito divino di ravvedersi, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio; origina valori distorti, anima le persone di sentimenti negativi che offendono il nostro Creatore e portano l’uomo a vivere senza speranza, nell’angoscia più profonda.
Dio ancora oggi desidera liberare dalla schiavitù del peccato e donare salvezza a chiunque crede che Gesù è morto sulla croce per togliere il peccato dal cuore dell’uomo. Anche tu, puoi essere liberato dal tuo vizio che ti rende confuso, cieco e folle solamente se chiedi con tutto il cuore e desideri che Dio possa far parte della tua vita. Chiedi e prega nel nome di Gesù e di certo riceverai aiuto e liberazione da parte di Dio.
“Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.” Lettera ai Romani 10:13

Dio ti benedica!